447 milioni di euro per chi investe nel Sud: ecco il bando che puo’ cambiare i conti della tua impresa

Investimenti Sostenibili 4.0: dal 6 ottobre 2026 le PMI del Mezzogiorno possono chiedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per macchinari, digitalizzazione e sostenibilita’. Lo Studio Sangregorio segue da anni le imprese su questo tipo di misure — e oggi mette a disposizione, gratuitamente, lo strumento che calcola in anticipo il punteggio della domanda.

Lo Studio Sangregorio segue da anni le imprese su questo tipo di misure e oggi mette a disposizione, gratuitamente, lo strumento che calcola in anticipo il punteggio della domanda.

Un bando pensato per chi vuole crescere davvero

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto i termini per “Investimenti Sostenibili 4.0”, la misura agevolativa che sostiene i programmi di investimento innovativi e sostenibili delle piccole e medie imprese localizzate nelle Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Non è un bando qualunque: parliamo di quasi 450 milioni di euro complessivi, erogati sotto forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, destinati a chi vuole rinnovare macchinari, digitalizzare i processi produttivi o rendere la propria attività più efficiente dal punto di vista energetico.

La misura si inserisce nel solco di Industria 4.0 e del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, cofinanziato dall’Unione Europea.

In altre parole: un’occasione concreta, con una dotazione importante, per le imprese del Sud che vogliono competere su scala nazionale ed europea.

Chi può partecipare: PMI con investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Dotazione finanziaria: € 447.595.808,76.

Apertura sportello: compilazione dal 10 settembre 2026 – presentazione dal 6 ottobre 2026.

Punteggio minimo per l’ammissione: 35 punti, con soglie minime su ciascun criterio.

Gestore dell’istruttoria: Invitalia, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Chi può partecipare e su cosa si può investire

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese che realizzano programmi di investimento nelle Regioni del Mezzogiorno.

Le spese ammissibili riguardano principalmente:

  • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • Opere murarie strettamente funzionali all’investimento, nel limite del 40% dei costi ammissibili;
  • Programmi informatici e licenze software collegati ai beni agevolati;
  • Certificazioni ambientali e di efficienza energetica, come EMAS, ISO 14001, ISO 50001 e simili;
  • Servizi di consulenza specialistica su tecnologie abilitanti e diagnosi energetica, entro percentuali definite.

Le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili, come bonifico, SEPA Credit Transfer o RI.BA., e non possono superare il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Sono escluse, tra le altre, le spese in leasing, i beni usati, i mezzi di trasporto e le consulenze generiche non riconducibili alle tecnologie abilitanti.

Il punto che decide tutto: il punteggio

Qui sta il cuore del bando, ed è anche il punto in cui la maggior parte delle imprese rischia di perdere punti senza nemmeno accorgersene.

La domanda non viene valutata solo sulla base della bontà del progetto: viene assegnato un punteggio calcolato su indicatori di bilancio precisi — copertura finanziaria delle immobilizzazioni, copertura degli oneri finanziari, indipendenza finanziaria, incidenza della gestione caratteristica sul fatturato — oltre alla qualità della proposta progettuale e alla sostenibilità ambientale del programma di investimento.

Per essere ammessi all’istruttoria serve raggiungere una soglia minima su ciascun criterio e un punteggio complessivo di almeno 35 punti.

Gli indicatori di bilancio, in particolare, si calcolano come media dei rapporti registrati negli ultimi due esercizi approvati e depositati: un dettaglio tecnico che cambia sensibilmente il risultato finale e che, se sottovalutato, può far scendere una domanda solida sotto la soglia di ammissibilità.

35 punti bastano per essere ammissibili. Ma non per essere finanziati.

C’è una distinzione che quasi nessuno spiega con chiarezza, ed è quella che fa davvero la differenza tra una domanda che ottiene i fondi e una che resta in lista d’attesa.

35 punti sono la soglia minima di legge sotto la quale la domanda viene respinta a prescindere da tutto.

Ma quando le domande superano le risorse disponibili — ed è quello che succede quasi sempre, fin dal primo giorno di apertura dello sportello — viene formata una graduatoria di merito, e per rientrare tra i finanziati serve un punteggio ben più alto della soglia minima.

Un dato concreto aiuta a capire la portata del fenomeno: nell’edizione 2025 del bando, con la dotazione finanziaria inizialmente disponibile, le domande ammesse alla fase istruttoria si sono fermate alla posizione numero 147 della graduatoria, corrispondente a un punteggio di 49 punti su 52 disponibili.

Le imprese con punteggio inferiore sono rimaste escluse, in attesa di eventuali scorrimenti legati a nuove risorse stanziate successivamente.

Avere un progetto ammissibile, quindi, non basta: bisogna avere un progetto competitivo.

Come si arriva al punteggio che conta davvero per la graduatoria

Un altro dettaglio tecnico, decisivo per chi vuole preparare una domanda davvero competitiva: la graduatoria che stabilisce l’ordine di ammissione all’istruttoria non tiene conto di tutti i criteri di valutazione del bando, ma solo di due:

  • Caratteristiche del soggetto proponente – fino a 32 punti, calcolati sugli indicatori di bilancio delle ultime due annualità;
  • Sostenibilità ambientale del programma di investimento – fino a 20 punti, legati a certificazioni ambientali, risparmio energetico ed economia circolare.

Sommando i due criteri si arriva a un massimo teorico di 52 punti — ed è infatti il punteggio delle imprese in cima alla graduatoria 2025.

La qualità della proposta progettuale, pur essendo un criterio di valutazione del bando e pur dovendo comunque superare le proprie soglie minime per non far respingere la domanda, non incide sulla posizione in graduatoria.

Questo significa, in concreto, che due leve fanno davvero la differenza per essere tra i primi ammessi: la solidità finanziaria dell’impresa negli ultimi due bilanci e il possesso, già al momento della domanda, di certificazioni ambientali e di efficienza energetica.

Sono proprio le due aree in cui una pianificazione preventiva, fatta con mesi di anticipo, può cambiare l’esito della pratica.

Un bando che lo Studio Sangregorio conosce bene

Lo Studio Sangregorio segue da anni le imprese siciliane e del Mezzogiorno nell’accesso alla finanza agevolata, occupandosi con continuità delle misure agevolative che si sono succedute in questo ambito — dal primo regime “Investimenti Sostenibili” del 2022 fino agli aggiornamenti più recenti confluiti nell’attuale Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027.

Questa continuità di esperienza sui bandi della stessa famiglia normativa consente allo Studio di conoscere in profondità i meccanismi di calcolo del punteggio, le criticità ricorrenti nella fase istruttoria e le condizioni di ammissibilità delle spese, riducendo il margine di errore nella predisposizione della domanda.

Uno strumento in regalo per capire subito dove sei

Per aiutare le imprese a orientarsi prima ancora di avviare la pratica, lo Studio Sangregorio mette a disposizione, in omaggio e su semplice richiesta via email, il proprio foglio di calcolo per la simulazione del punteggio.

Basta inserire i dati degli ultimi due bilanci e le informazioni essenziali del progetto di investimento: lo strumento restituisce in automatico:

  • il punteggio stimato per ciascun indicatore;
  • la verifica delle soglie minime di ammissibilità;
  • il punteggio di graduatoria, dato da Caratteristiche del soggetto proponente + Sostenibilità ambientale;
  • un riepilogo delle spese ammissibili con i relativi limiti di legge.

Non sostituisce l’assistenza professionale necessaria per la presentazione della domanda, ma permette di capire fin da subito se il proprio profilo aziendale e il progetto che si ha in mente hanno le carte in regola per competere — e non solo per essere ammissibili.

Vuoi sapere se la tua impresa può accedere al bando?

Le imprese interessate a ricevere gratuitamente il tool di simulazione, o a valutare con lo Studio la fattibilità di una domanda su questo bando, possono scrivere allo Studio Sangregorio.

Chi ha già investimenti in cantiere, o li sta programmando per i prossimi mesi, ha ora una finestra temporale precisa per prepararsi:

la compilazione della domanda apre il 10 settembre 2026, mentre la presentazione formale parte il 6 ottobre 2026.

E, viste le dinamiche della graduatoria, conviene arrivare pronti fin dal primo giorno.

Contatti

Studio Sangregorio
Dott. Andrea Sangregorio
Dottore Commercialista e Revisore Legale
Via Cattaneo 4, Avola (SR)
Email: info@studiodottsangregorio.it

Il presente articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza professionale. Le informazioni sul bando sono tratte dal Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy 18 marzo 2026 (G.U. n. 122/2026) e dal relativo Decreto Direttoriale attuativo.

Il dato sul punteggio di graduatoria (49 punti su 52, posizione 147) è tratto dal Decreto Direttoriale 10 giugno 2025 relativo all’edizione 2025 del bando, riportato a titolo puramente indicativo: la soglia effettiva per l’edizione 2026 dipenderà dal numero e dalla qualità delle domande presentate.

Lo strumento di calcolo del punteggio è una simulazione orientativa basata sui dati inseriti dall’utente: l’esito definitivo della domanda dipende dall’istruttoria svolta da Invitalia sulla documentazione ufficiale presentata.