Più Impresa ISMEA: la guida per chi vuole subentrare o ampliare un’azienda agricola

Sei un giovane under 41 o una donna e vuoi rilevare un’azienda agricola già avviata, oppure far crescere un’attività che già gestisci da qualche anno?

Più Impresa è la misura nazionale gestita da ISMEA che finanzia questi progetti con un mix di mutuo a tasso zero e contributo a fondo perduto, fino a coprire il 95% delle spese ammissibili.

In questo articolo vediamo chi può accedervi, cosa si può realizzare e quali spese sono finanziabili.

Cos’è “Più Impresa”

Più Impresa è la misura che ISMEA dedica all’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, prevista dal D.Lgs. 185/2000 e disciplinata dal Decreto Interministeriale del 23 febbraio 2024.

L’obiettivo è duplice: favorire il ricambio generazionale nelle aziende agricole e sostenere lo sviluppo di quelle già condotte da giovani o da donne.

La misura è attiva su tutto il territorio nazionale e finanzia progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro.

A chi è rivolta: due percorsi possibili

Più Impresa si articola in due linee di intervento, pensate per due momenti diversi della vita di un’azienda agricola.

Il subentro: rilevare un’azienda agricola già avviata

Riguarda imprese costituite da non più di sei mesi, che subentrano nella conduzione di un’azienda attiva da almeno due anni.

Chi subentra deve essere più giovane, come età, di chi cede l’azienda, e quest’ultimo non potrà più avere alcun ruolo nell’amministrazione dell’impresa dopo la cessione.

L’ampliamento: far crescere un’impresa già attiva

È rivolto a chi ha già un’azienda agricola attiva da almeno due anni e vuole modernizzarla o farla crescere con un piano di investimenti.

In entrambi i casi, l’impresa deve essere amministrata e condotta, in via esclusiva, da un giovane tra i 18 e i 41 anni non compiuti oppure da una donna, con la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale o Coltivatore Diretto.

Cosa si può realizzare con il finanziamento

Più Impresa non finanzia investimenti generici: il progetto deve perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • migliorare la resa e la sostenibilità economica dell’azienda, ad esempio riducendo i costi di produzione o riconvertendo l’attività;
  • migliorare l’ambiente, l’igiene o il benessere degli animali, al di là di quanto già richiesto dalla normativa europea;
  • realizzare o ammodernare infrastrutture aziendali: accesso ai terreni, efficienza energetica, approvvigionamento idrico ed energetico;
  • contribuire alla lotta al cambiamento climatico, ad esempio riducendo le emissioni o promuovendo l’energia sostenibile;
  • promuovere un uso più efficiente delle risorse naturali — acqua, suolo, aria — anche riducendo la dipendenza da input chimici;
  • tutelare la biodiversità e i paesaggi rurali.

In pratica, la misura si presta sia a un ammodernamento “classico” dell’azienda, come nuovi macchinari e nuove strutture, sia a progetti maggiormente orientati alla sostenibilità ambientale ed energetica.

Le spese finanziabili: cosa si può acquistare

Ecco le principali voci di spesa che possono rientrare nel piano di investimento:

  • Macchinari e attrezzature nuove di fabbrica, inclusi impianti e allacciamenti;
  • Opere edilizie e agronomiche: costruzione o miglioramento di fabbricati, sistemazione dei terreni, fino al 50% del valore dell’investimento;
  • Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ad uso aziendale, come il fotovoltaico per l’autoconsumo;
  • Beni immateriali: software, licenze, brevetti e marchi;
  • Studio di fattibilità e progettazione, fino al 2% del valore dell’investimento;
  • Acquisto di terreni, entro il 10% delle spese ammissibili totali, purché funzionali al progetto.

Restano invece fuori dal perimetro finanziabile il capitale circolante, i beni usati, l’IVA, i lavori in economia e — per le aziende della produzione primaria — l’acquisto di animali e di diritti all’aiuto.

Anche i lavori avviati prima della presentazione della domanda non sono ammissibili: è quindi importante muoversi con il giusto anticipo.

Quanto puoi ottenere

Più Impresa combina due forme di sostegno:

  • un mutuo a tasso zero fino al 60% delle spese ammissibili, con una durata che può arrivare a 15 anni per le iniziative nella produzione agricola primaria;
  • un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili.

Sommando le due componenti, la copertura può arrivare fino al 95% dell’investimento, per un massimale che tocca i 600.000 euro per i progetti nella produzione agricola primaria.

Lo sportello è chiuso: perché conviene muoversi già ora

Attenzione: al momento lo sportello per la presentazione delle domande non è aperto.

L’ultima finestra si è chiusa a fine febbraio 2026 e una nuova edizione non è stata ancora annunciata da ISMEA.

Le domande, quando lo sportello riapre, vengono esaminate in ordine cronologico: chi arriva pronto — con business plan, preventivi e documentazione già predisposti — ha un vantaggio concreto rispetto a chi inizia a lavorarci solo dopo l’apertura.

Per questo, il momento più utile per muoversi è proprio adesso: verificare se la propria situazione rispetta i requisiti, impostare il piano di investimento e preparare la documentazione, in modo da poter presentare la domanda nei primissimi giorni utili.

Come possiamo aiutarti

Lo Studio Sangregorio segue da anni imprese agricole e agroalimentari nell’accesso alla finanza agevolata, da Più Impresa agli altri strumenti ISMEA e regionali dedicati al ricambio generazionale in agricoltura.

Se stai valutando un subentro o vuoi far crescere la tua azienda agricola, possiamo aiutarti a verificare i requisiti e a costruire fin da ora un progetto solido, pronto per l’apertura del prossimo sportello.

Contattaci per una valutazione della tua situazione

Studio Sangregorio – Dott. Andrea Sangregorio

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