REGIONE SICILIANA: AL VIA “RIPRESA SICILIA II”, UN PIANO DA OLTRE 55 MILIONI DI EURO PER IL RILANCIO E L’INNOVAZIONE DELLE IMPRESE

PALERMO – Un massiccio piano di investimenti per dare nuova linfa al tessuto produttivo dell’isola, puntando su competitività, sostenibilità ambientale e innovazione. L’Assessorato delle Attività Produttive della Regione Siciliana ha dato il via libera all’avviso “Ripresa Sicilia II”, una misura strategica inserita all’interno del programma PR FESR Sicilia 2021-2027 (Azione 1.3.2). Il pacchetto economico sul piatto è decisamente importante: oltre 55 milioni di euro complessivi destinati a sostenere i progetti di crescita delle realtà imprenditoriali locali.

La misura si divide in due grandi linee di intervento: la componente Regionale, dotata di 21 milioni di euro (di cui 5 milioni riservati specificamente alla nascita di nuove unità produttive nelle aree di crisi industriale complessa), e la componente Territorializzate, che può contare su ben 34.380.753 euro distribuiti tra le coalizioni territoriali specifiche (AI, SIRU, FUA).

Chi può accedere ai fondi

La platea dei beneficiari è ampia ma ben definita. Per la linea d’azione Regionale possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) non quotate e i lavoratori autonomi con partita IVA, purché attivi da almeno 24 mesi e operanti in Sicilia. Per la quota legata ai territori (Territorializzate), il bando restringe la qualifica alle Micro e Piccole Imprese (MPI) e ai lavoratori autonomi, sempre con il vincolo dei 24 mesi di attività e con unità produttive localizzate nelle coalizioni territoriali individuate. Per tutti è richiesto il pieno esercizio dei propri diritti e l’assenza di procedure concorsuali o stati di liquidazione.

Cosa finanzia il bando: i settori chiave

I progetti candidati devono essere finalizzati a migliorare il posizionamento sul mercato delle imprese. Gli incentivi andranno a coprire interventi strutturali come la realizzazione di nuovi stabilimenti, l’ampliamento di capacità produttive già esistenti, la diversificazione con cambio di codice ATECO e la profonda ristrutturazione dei processi interni in ottica innovativa.

Per essere ammissibili, i programmi dovranno rientrare in tre precisi settori di intervento europei (FESR): lo sviluppo e internazionalizzazione delle PMI (021), la gestione e riciclo dei rifiuti industriali e commerciali (069) e l’efficientamento energetico-ambientale dei processi produttivi (075). Le aziende avranno poi 24 mesi di tempo dalla concessione dell’agevolazione per portare a termine le attività.

Spese ammesse e dimensioni dei progetti

Le agevolazioni copriranno una vasta gamma di costi: dall’acquisto e adeguamento di immobili e terreni edificabili, alle ristrutturazioni edilizie, fino alla progettazione e direzione lavori. Spazio anche agli investimenti in macchinari, impianti, strumentazioni, arredi funzionali al ciclo produttivo e l’acquisto di beni immateriali come software, licenze e know-how. Sono ammissibili anche i servizi di consulenza specialistica direttamente collegati al progetto.

I progetti presentati dovranno rispettare precise soglie economiche e di fatturato. Il costo totale dell’investimento deve essere:

• Tra 150.000 € e 5.000.000 € per la componente Regionale.

• Tra 200.000 € e 3.000.000 € per la componente Territorializzate.

• In entrambi i casi, l’importo del progetto deve essere inferiore al 60% del fatturato medio registrato dall’impresa proponente negli ultimi due anni.

Agevolazioni fino al 75%: fondo perduto e finanziamenti a tasso zero

Il sostegno pubblico è particolarmente attrattivo e arriverà a coprire fino al 75% dei costi totali ammissibili attraverso un mix di agevolazioni:

• Componente Regionale: il 75% di copertura sarà composto da un finanziamento agevolato a tasso zero pari al 50% dell’investimento e da un contributo a fondo perduto (conto capitale) per la parte rimanente.

• Componente Territorializzate: la copertura totale resta fino al 75%, ma con tetti differenziati sul contributo a fondo perduto, che potrà raggiungere un massimo del 55% per micro e piccole imprese, e del 45% per le medie imprese.

L’assegnazione dei fondi non avverrà tramite un semplice click-day, bensì attraverso una procedura valutativa, che premierà la qualità, la sostenibilità e la solidità dei progetti presentati. Una grande opportunità per le imprese siciliane decise a scommettere sul proprio futuro e sulla transizione ecologica ed economica dell’isola.